1973

Nasco a Milano in una calda notte metropolitana di Agosto.

2002

Dopo 5 anni intensi, stimolanti e illuminanti, mi laureo in Disegno Industriale, presso il Politecnico di Milano. Un percorso che oltre ad avermi dato gli strumenti per incanalare la mia creatività in maniera "utile", mi ha reso terribilmente curioso verso tutto ciò che è nuovo, bello ed interessante. 

1976-1993

Con la mia mano SINISTRA, comincio a disegnare qualsiasi cosa, con diversi strumenti e ovunque. Tutto ciò che mi piace voglio farlo mio, imparando a rappresentarlo su carta, colorandolo, schizzandolo, dipingendolo, modificandolo, personalizzandolo.

2003-2010

Comincio a cercare, studiare, progettare, ideare un mio linguaggio espressivo. Mi lascio influenzare dalle visioni e dalle tecniche di Van Gogh, Munch, Kandinsky, Pollock, Haring e Rauschenberg. Mi confronto con la tela bianca e vuota, con il blocco di non saper cosa dire e come dirlo, ingigantito dalla necessità di dire troppe cose e in troppi modi. Dipingo per 3 anni con la luce intensa e sincera di Lisbona. Il mio pennello viene inesorabilmente contagiato dalla forza dell'oceano. Il mio stile è in continua evoluzione, in simbiosi con l'evolvere della mia anima.

1993-2003

Scopro i colori a olio, la tela, il profumo dell'essenza di trementina. Imparo a giocare con il colore, con i suoi tempi e con la sua consistenza. Scopro il movimento Impressionista e la loro rottura con tutto ciò che era stato dipinto fino alla fine del 1800. L'irrompere della fotografia e il lento decesso dell'arte figurativa. Lo sbocciare dell'Impressionismo e di linguaggi nuovi per rappresentare ciò che non si vede, ma si sente. Cerco di fare mie alcune tecniche pittoriche, replicando grandi capolavori. Dipingo svariati "falsi d'autore", su commissione e per il piacere di farlo, studiando la genesi di opere incredibili.

2010 - Oggi

Le due dimensioni della tela non mi bastano più. Grazie alle iniziative di un illuminato gruppo di artisti padovani (ERBA MATTA), inizio a confrontarmi con le 3 dimensioni, con i materiali, le idee, i luoghi, le interazioni, le persone. Comincio a rappresentare idee e concetti con l'ausilio di installazioni polimateriche che trovano posto nel tessuto urbano delle città. Finalmente la mia arte è evasa dalle stanze in cui era confinata per viaggiare libera verso nuove e illimitate forme espressive.